CAMMINO DELL’AVVENTO 2020

 

… Ciascuno di noi

possa essere capace in ogni momento

di riaccendere con la SPERANZA, la Fede, la Pace e l’Amore …

Auguriamo ad ogni famiglia un Avvento di attesa nella gioia…

“Nessun dono di grazie più vi manca

mentre aspettate la manifestazione del Signore Gesù Cristo…”

(1Cor 1,7)

 

 

La preparazione dei bambini e dei ragazzi della Scuola Primaria all’Avvento è cominciata con un lavoro personale di ogni singola Classe, gli alunni di ciascuna classe hanno costruito una Corona dell’Avvento così da poter scandire in ciascuna aula le settimane che mancano a Natale, ogni settimana ciascuna Classe “accederà” a seconda della loro produzione artistica le candele che illuminano il cammino verso la nascita di Gesù.

Il cammino dell’Avvento è cominciato, nel rispetto delle distanze imposto da questo periodo, con l’ascolto di una storia adatta ai ragazzi e ai bambini.

 

 LA STORIA DELLA COMETA CHE HA PERSO QUOTA

Una volta, in tempi piuttosto recenti, la cometa, quella speciale che ha guidato i magi, non si sa perché, forse per la stanchezza o forse perché disorientata dai mille e più satelliti televisivi, o per quella miriade di piccole lucine che circondano, in questi giorni, gli ipermercati, perse quota e cadde alla periferia di una grande città.

La famiglia che la ritrovò nel suo giardino si accorse subito che quella era la STELLA COMETA QUELLA DEL PRESEPE, infatti mancava poco a Natale. Immediatamente, genitori e ragazzi la raccolsero, la legarono a un filo e decisero di portarla al parroco per vedere cosa poter fare per aiutarla. La poverina, però, era stanca morta e non riusciva ad alzarsi da terra se non per pochi centimetri; in quello stato nessuno sarebbe riuscito a vederla. Fu allora che il più piccolo della famiglia disse: “Mettiamola dentro il mio zainetto, portiamola a turno sulla spalle e facciamo noi il suo lavoro. Annunciamo alla gente che Gesù sta per nascere! Poi quando si sarà riposata un po’, magari, riprenderà il suo posto in cielo”. La proposta fu subito accolta da tutta la famiglia, nonni e zii compresi.

E così la cometa fu messa nello zainetto e a turno, ogni giorno qualcuno della famiglia la portava per le strade della parrocchia. Durante il percorso incontrarono molte persone: alcune tristi, altre allegre, alcune impegnatissime che stavano appena ad ascoltare, altre che stavano sedute sulle panchine senza fare nulla, qualcuno in pace con il prossimo, qualcun’altro no, qualcuno che sfrecciava in bicicletta, altri che giocavano a pallone, gente che camminava sola e comitive festanti. A tutti rivolsero il loro invito di trovarsi la sera del 24 Dicembre in Chiesa perché avrebbero mostrato loro il Bambino Gesù, il Salvatore del mondo. Forse in virtù di quella luce, che usciva dai loro occhi e dalla loro voce convinta e cordiale, tutti coloro che incontrarono si annotarono l’appuntamento e si impegnarono ad essere presenti (si racconta che anche chi non credeva diceva che non sarebbe mancato proprio la notte di Natale!).

La sera del 24 Dicembre, la Messa di mezzanotte non era mai stata così affollata, le sedie aggiunte non bastavano più…

Il passaparola nel quartiere aveva avuto un effetto formidabile. Prima di iniziare la Messa, il parroco chiamò il capofamiglia, venuto in Chiesa con lo zainetto, e lo invitò per mostrare a tutti la cometa. Il capofamiglia fece quanto gli era stato chiesto, aprì lo zainetto, ma con grande sorpresa lo zainetto era vuoto; la cometa era andata via senza avvisare. Dall’assemblea, dopo un primo momento di stupore, partì un applauso spontaneo e gioioso rivolto alla famiglia e al loro zainetto… vuoto. Nessuno lasciò il proprio posto, tutti si disposero a partecipare alla Messa, che stava per iniziare. Finalmente il parroco uscì festante dalla sacrestia con la statua del bambino Gesù per posarlo ai piedi dell’altare, mentre tutti cantavano. Gli staffettisti erano stati convincenti, avevano fatto proprio un bel lavoro.

E la cometa? Non si era persa, aveva avuto solo bisogno di una mano.

Voleva ricordarci che troppe volte, presi dalle cose della vita, dimentichiamo di guardare il cielo e dimentichiamo che non siamo soli.

La stella voleva dimostrare che accogliere Gesù vuol dire essere suoi testimoni e annunciatori credibili.

Come la stella ha fatto conoscere Gesù al mondo, così anche noi potremo far conoscere Gesù al mondo o almeno alle persone che vivono intorno a noi.

Per noi la STELLA è la Parola di Dio; la Parola di Dio per noi è infatti la LUCE, ci fa trovare Gesù e illumina le strade che percorriamo ogni giorno. Se ci lasciamo illuminare e guidare dalla Parola di Dio, allora la nostra vita diventerà una “STELLA” che conduce gli altri a Gesù.

Buon Natale!

 

 

Un ringraziamento speciale ai papà, che anche in questo periodo di Avvento così impegnativo per tutti, adulti, ragazzi e bambini, nel rispetto delle regole imposte dall’emergenza sanitaria che stiamo vivendo hanno permesso ai piccoli del Nido, ai bambini della Scuola dell’Infanzia, ai ragazzi della Primaria, ai docenti, al personale ausiliario alle famiglie della nostra Scuola e alla Comunità Religiosa di godere della presenza del PRESEPE tanto amato dai grandi e dai piccini simbolo di Attesa e di Speranza.